Analisi parole chiave: trovare le migliori in 3 passaggi

Analisi parole chiave: trovare le migliori in 3 passaggi

by Davide de Mattia Giu 21, 2018
Ricerca parole chiave SEO

Posizionare una keyword su Google può essere lungo e laborioso. Prima di iniziare è quindi importante valutarne la convenienza.

In questo modo possiamo risparmiare fatiche inutili e concentrare tutte le nostre risorse su keywords per le quali abbiamo buone, se non ottime probabilità di successo.

Partire dall’analisi delle parole chiave è un po’ la ricetta di ogni buona strategia SEO.

Supponiamo che le parole chiave siano gli ingredienti di questa ricetta e che per ogni ingrediente si debba effettuare un controllo qualità.

Articoleremo il controllo qualità in tre passaggi:

  1. Volume di ricerca
  2. Pertinenza
  3. Competitività

Perché il nostro ingrediente (o parola chiave) sia utilizzabile, dovrà superare con esito positivo ciascun passaggio.

Alla fine di questa ricett… ehm articolo, dovremmo riuscire a stabilire se e quanto sia conveniente posizionare una determinata parola chiave.

Vediamo subito il primo passaggio.

1. Volume di ricerca

In fase di ricerca parole chiave, una prima analisi riguarda il volume di ricerca.

Il volume di ricerca indica il numero medio di volte che una parola chiave viene cercata in un dato periodo di tempo, solitamente un mese.

Più questo numero sarà alto e maggiore sarà il traffico potenziale della keyword. Le parole più cercate sono di solito anche quelle più competitive e difficili da posizionare.

Sebbene non sia né facile né utile individuare il volume di ricerche ideale, possiamo dire che in generale dovrebbe essere medio-alto. Ecco più nel dettaglio alcune considerazioni sulle varie fasce del volume di ricerca.

0 ricerche

Parole chiave da evitare in quanto non cercate dagli utenti. Unica eccezione sarebbe quella di posizionare keywords che, seppur al momento hanno 0 ricerche, potrebbero averle in futuro (ad esempio la versione di un telefono che potrebbe uscire tra un anno).

10 – 100 ricerche mensili

Sono parole chiave poco cercate su Google, più facili da posizionare ma con poco ritorno. Generalmente è meglio non perderci tempo, salvo casi di keywords molto mirate a generare conversioni. In questo caso la prima pagina potrebbe non bastare e si dovrebbe puntare ai primi 3 risultati.

100 – 1000 ricerche mensili

Questo tipo di parole chiave può iniziare a essere preso in considerazione; non sarà una di queste a far decollare il sito, ma immagina di averne una decina posizionate in prima pagina…

1000 – 10000 ricerche mensili

In questa fascia di volume si nascondono spesso le migliori opportunità, poiché la concorrenza può non essere altissima e il traffico in grado di generare inizia a essere consistente.

10000 e più ricerche mensili

Oltre le 10000 ricerche mensili, le parole chiave iniziano a diventare sempre più competitive. Ma non scoraggiarti… Anche qui puoi trovare ottime opportunità, magari con un po’ più di lavoro.

Come cercare le parole chiave e ricavare i volumi di ricerca

Si possono trovare molti tool online per ottenere suggerimenti sulle parole chiave e informazioni sul volume di ricerca.

Il più conosciuto è probabilmente lo Strumento di pianificazione della parole chiave di Google AdWords. Il tool è gratuito ed è sufficiente aprire un account AdWords per usarlo. Tuttavia, se non si hanno campagne pubblicitarie attive, non vengono mostrati dati precisi, ma solo dei range di volume (come 10 -100, 100 – 1000, 1000 – 10000, ecc.).

Strumento pianificazione parole chiave adwords

Schermata dello Strumento di Pianificazione delle Parole Chiave di Google AdWords

Altri validi tool sono:

  • SEO Zoom
  • Moz
  • Semrush
  • Kwfinder
  • Seotesteronline

Purtroppo, le versioni gratuite di questi tool offrono un utilizzo piuttosto limitato.

Comunque, una volta che abbiamo selezionato un certo numero di keywords con un discreto volume di ricerca, siamo pronti per  il secondo passaggio.

2. Pertinenza con l’argomento

Il secondo aspetto che la nostra parola chiave deve soddisfare è la pertinenza con il topic (o argomento).

Evidentemente, un sito che parla di birra non lo andremo a posizionare per la parola chiave “ricambi d’auto”. Questo è ovvio.

Ciò non significa che qualsiasi parola che abbia a che fare con “birra” sia quella ideale.

Anzi, in certi casi le differenze sono così sottili che basterebbe sostituire un plurale con un singolare per cambiarne completamente il significato.

Scoprire l’intento di ricerca

In questa fase è necessario porsi alcune domande fondamentali:

Qual è l’intento più probabile di chi cerca una determinata keyword?

Quali esigenze si aspetta di soddisfare o quali risposte pensa di trovare?

Noterai subito che più una keyword è generica e più risposte ti verranno in mente.

Esempio 1

Quale potrebbe essere l’intento di chi cerca la parola “birra“?

  • informazioni di carattere generale sulla birra (definizione, valori nutrizionali, ecc.)
  • notizie relative alla birra
  • birrerie nella zona
  • portali sulla birra
  • eventi sulla birra
  • altro …

Come vedi non è facile stabilire l’intento in un tipo di ricerca così ampio e generico.

Parole troppo generiche

Le parole chiave generiche hanno un vantaggio:

  • volumi di ricerca molto alti

Ma hanno anche due grossi svantaggi:

  • molto competitive e quindi difficilmente si potrà raggiungere la prima pagina
  • troppo vaghe e quindi è difficile definire cosa effettivamente stia cercando l’utente.

Esempio 2

Prendiamo ora in considerazione la parola chiave “birre artigianali“.

Questa volta però, invece di ipotizzare cosa stia effettivamente cercando l’utente, lo chiederemo direttamente a Google.

Non serve impazzire o condurre chissà quale indagine… Google ha già individuato le intenzioni degli utenti e le possiamo verificare direttamente nei suoi risultati di ricerca. Basta ricercare quella parola chiave e analizzare i risultati della prima pagina (e al massimo quelli della seconda).

Per questa keyword possiamo suddividere in questo modo la tipologia di risultati restituiti:

50% - Liste e classifiche delle migliori birre artigianali o guide
20% - Shop online
20% - I migliori pub
10% - Informazioni di carattere generale

Da questa semplice analisi consegue che almeno la metà degli utenti che effettua questa ricerca, si aspetta di trovare una lista / classifica delle migliori birre artigianali oppure qualche guida sull’argomento.

Il resto dei risultati è suddiviso tra vendita online, liste dei migliori pub e una minoranza di info generali.

Esempio 3

Ma cosa succede cercando invece “birra artigianale“?

60% - Birrerie e pub (nomi di pub, i migliori pub con birre artigianali)
40% - Info generali (Wikipedia, Cos’è la birra artigianale, I nuovi trend per il 2018, ecc.)

Come puoi notare, i risultati di ricerca in questo caso sono sensibilmente diversi.

Questa non è che una semplice dimostrazione per spiegare come scegliere parole chiave coerenti al proprio contesto.

Per esempio, se dovessimo cercare parole chiave per un e-commerce di birra, ora sapremmo che sarebbe più appropriata la keyword “birre artigianali” piuttosto che “birra artigianale”.

3. Competitività

L’ultimo ma fondamentale controllo sulla nostra keyword riguarda il suo livello di competitività.

Le parole chiave competitive sono tali in quanto molto ambite e contese dalla concorrenza. Il volume di ricerca e la redditività del settore sono i principali fattori a influenzare la loro appetibilità.

Ma come stabiliamo se una parola chiave è competitiva?

Per valutare la competitività di una parola chiave, c’è chi rapporta il numero totale dei risultati di Google con il volume di ricerca della stessa.

Sebbene il numero dei risultati possa essere un lieve segnale di quanto la parola chiave sia utilizzata nel web, questo sistema risulta a dir poco superficiale. Basti dire che mi è capitato di posizionare al quinto posto una keyword con 2000 ricerche mensili e 521 milioni di risultati.

Il modo più efficace per misurare la competitività di una keyword, è quello di analizzare i siti che sono posizionati in prima pagina.

In altre parole, bisogna analizzare la concorrenza.

Analisi della concorrenza

Per analizzare i siti concorrenti si parte col ricercare la parola chiave su Google e dare un primo sguardo ai risultati della prima pagina.

Per esempio, potremmo ricercare la parola chiave “giochi di carte” ed esaminare il primo risultato.

Esempio analisi concorrenza parole chiaveIl primo risultato è del sito gioco.it, uno dei siti più autorevoli di giochi online in Italia. Copiamo quindi il link www.gioco.it/giochi/carte e lo incolliamo nel tool di analisi di Moz, scoprendo così che il PA (Page Authority) è 34 e il DA (Domain Authority) è 47.

A questo punto, potremmo proseguire con questo metodo per ogni singolo risultato.

Oppure, potremmo decidere di installare la toolbar di Moz sul nostro browser (Chrome) e risparmiarci un po’ di fatica.

Installare Toolbar Moz Chrome

Installata questa estensione di Chrome, ripetiamo la ricerca per visualizzare i valori PA e DA direttamente sotto ciascun risultato della SERP. A colpo d’occhio, abbiamo così una panoramica sull’autorevolezza dei risultati.

Esempio analisi concorrenza parole chiave con Mozbar

PA, Google posiziona pagine non siti

Questo significa che una PA alta dovrebbe avere un po’ più peso di un DA alta, in relazione a una keyword.

Ma prima di tutto, iniziamo col dire cos’è la Page Authority:

La Page Authority è un indicatore sviluppato da Moz che misura quanto una specifica pagina sia autorevole e quindi soggetta o meno a un buon posizionamento sui motori di ricerca. La Page Authority è espressa con un punteggio da 0 a 100, dove 0 rappresenta una pagina del tutto priva di autorità e 100 indica il massimo di autorità.

Se a una ricerca corrispondono molti risultati con alta PA, significa che la parola chiave cercata è competitiva. Per la maggior parte delle keywords con volumi medio-alti, è normale la presenza di alcuni risultati con alta PA.

Il nostro obiettivo è quello di scovare risultati di pagine con bassa PA. Questo perché possono essere più facilmente scavalcate dalla nostra nuova e super-ottimizzata pagina. In particolare, una pagina di risultati con molti PA bassi andrebbe a indicare una parola chiave molto conveniente.

Il peso del dominio e del brand

Ovviamente, anche l’autorità del dominio fa il suo gioco nel posizionamento. A livello ipotetico, considerando due pagine con la stessa identica PA e lo stesso livello di ottimizzazione, sarebbe posizionata prima quella con DA più alto.

La Domain Authority è un indicatore sviluppato da Moz che misura quanto un sito sia autorevole e quindi soggetto o meno a un buon posizionamento sui motori di ricerca. La Domain Authority è espressa con un punteggio da 0 a 100, dove 0 rappresenta un sito del tutto privo di autorità e 100 indica il massimo di autorità.

Un risultato con PA e DA molto alte, indica un sito molto difficile da battere, solitamente di qualche grande brand (come YouTube, Amazon, ecc.) e quindi iper-competitivo. Se per una ricerca ne compaiono molti, allora forse la concorrenza per quella parola chiave è un po’ troppo forte per noi.

Profilo link

PA e DA non sono punteggi casuali attribuiti ai siti più belli, ma dipendono essenzialmente dalla reputazione e dal profilo link di un sito.

Per accrescere l’autorità di una pagina e del dominio è necessario lavorare sull’acquisizione di link di qualità da parte di altri siti.

Non dimentichiamo i contenuti

Dopo aver parlato di numeri, indicatori e punteggi, potremmo aver dimenticato il ruolo fondamentale dei contenuti, che un’analisi SEO completa non può assolutamente tralasciare.

Torniamo all’esempio di “birre artigianali”. Alla seconda posizione abbiamo un articolo di Eataly sulle migliori 7 birre artigianali.

L’articolo è ben curato, con una descrizione completa delle birre migliori e una scheda che riporta la regione di produzione, il birrificio in cui trovarla e gli abbinamenti ideali.

Scendendo di qualche risultato, troviamo in sesta posizione un risultato di un sito che conta evidentemente sulla keyword a dominio e su un discreto numero di link in entrata. Tuttavia il risultato porta a una pagina completamente priva di contenuti, fatta eccezione del titolo. Inoltre, PA e DA hanno rispettivamente un valore di 24 e 22, quindi nulla di irraggiungibile.

Insomma, con un buon lavoro SEO e un po’ di fortuna non dovremmo impiegare troppo tempo per superare quel risultato.

Fattore di geolocalizzazione

In qualsiasi analisi che riguarda i risultati di Google, bisogna tenere conto del fattore di geolocalizzazione. I risultati di ricerca di alcune parole chiave (non tutte) possono essere influenzati dalla posizione geografica di chi effettua la ricerca.

Ad esempio, se mi trovo a Bollate (provincia di Milano) e cerco “agenzie turistiche”, troveremo tra i primi risultati agenzie di viaggio che effettivamente si trovano a Bollate.

Keywords stagionali

Un’ultima nota sul volume di ricerca rigurda le cosiddette keywords stagionali. Mentre alcune parole chiave possono avere un numero di ricerche più o meno costanti tutto l’anno, altre possono essere basse o quasi nulle in certi mesi ed avere poi picchi di ricerca in altri. È naturale aspettarsi ad esempio che “cenone di capodanno” abbia un notevole picco nei mesi di novembre / dicembre e un interesse quasi nullo il resto dell’anno.

Ricaptolando

Prima di iniziare col posizionamento di una keyword, valutane la convenienza.

1) Individua un buon numero di parole chiave, possibilmente con volume di ricerca compreso tra 1000 e 10000 ricerche al mese.

2) Assicurati che le keywords siano coerenti al contesto. Ricercale su Google e controlla la tipologia dei risultati. Poi domandati:

I miei contenuti sono sulla stessa linea di quelli mostrati in prima / seconda pagina? In che percentuale?

Se la risposta alla domanda è affermativa, allora sei sulla strada giusta e potrai passare all’ultimo passaggio.

3) Installa l’estensione MozBar di Chrome ed esamina i siti concorrenti posizionati in prima pagina per la parola chiave. Scova i risultati con PA e DA più bassi per trovare delle opportunità. Analizza il profilo link e la qualità dei contenuti dei competitors.

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